“I scherpedd”, con tutti i panettoni che oggi ci sono, poco si apprezzano…ma mangiate calde, calde sono molto gustose…. Per preparale non ci vuole nulla…. Approntate una pasta di pane con: lievito, farina, due patate lessate e schiacciate, il sale e l’acqua. Dopo averla fatta ben lievitare, friggetela, a piccoli pezzi, nell’olio bollente.
Le frittelle (I Scherpedd)
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Origini di Grassano
Grassano sorge su un alta collina a tre punte (Capo le Grotte, Serra Martella, Manca dell’Inferno), a 577 metri sul livello del mare. Nel cedolario delle tasse del 1277 non figura tra i paesi contribuenti. Anche se non e menzionato nell’elenco dei dieci comuni esentati dal pagamento per gravi calamità naturali, non si deve desumere come raggruppamento di poche case rurali non esistesse ancora.
Le sue origini sono anteriori alla data di cui sopra, tanto è vero che, in alcuni documenti conservati presso l’archivio vescovile di Tricarico, il nostro paese viene riportato sotto il nome di Crassaum e di Casale Craczani.
Nel manoscritto Corsuto è detto che il casale, appartenente al Comune di Tricarico, nel secolo XV fu donato ai Gerosolimitani dai Sanseverino, feudatari dell’anzidetta città e casata molto ricca e potente. Assegnato al Commendatore dei Cavalieri di Malta, il casale, nel 1648, si avviò verso la propria autonomia e cominciò ad amministrarsi da se stesso.
Successivamente il feudo passò nelle mani della famiglia De Novellis e dei duchi della Salandra.
Il suo territorio, di appena 4107 ettari di estensione, confina ad est con Grottole; ad ovest con Calciano, Tricarico e il torrente Acquafredda; a nord, con Irsina e il torrente Bilioso; a sud con Garaguso, Salandra e il fiume Basento.
Geologicamente il terreno è formato da tre strati dei quali il primo è roccioso, il secondo sabbioso e il terzo argilloso. Miglioni di anni fa il territorio di questo paese non esisteva, perché non si era ancora formato.
Il suo posto era occupato dalle acque del mare che, con il passare del tempo, ritirandosi sempre più scomparvero completamente.
Fino al secolo XVI Grassano era formato dal solo quartiere di Capo le Grotte al di là del quale non vi era che aperta campagna. Le case erano racchiuse in un’area circondata da mura. L’accesso al piccolo centro abitato era dato da una porta, che veniva aperta all’alba e chiusa al calare della sera. Era collocata a pochi metri dalla chiazzodda.
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VI RASSEGNA DEI PRESEPI
L’amministrazione comunale di Grassano ha dato il via alla VI rassegma di “Il presepe nell’arte e nella tradizione” dei maestri Antonio Pigozzi e Franco Artese.
La sede della rassega è Palazzo Materi e avrà i seguenti orari:
dall’ 8 dicembre 2009 al 10 gennaio 2010 dalle ore 17.30 alle 21.00
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Chiesa Madre
CHIESA MADRE
Questa è la chiesa principale di Grassano, situata nel punto più alto del paese, ben visibile a vari chilometri di distanza. Anticamente, come apprendiamo da vari documenti era una cappella del ben più ampio castello di proprietà del Commendatore di Malta e che occupava tutta la sommità del colle.
In un “Cabreo” della Commenda di Malta di Grassano del 1763 la chiesa così è descritta: ” Nella sommità di questo monte, ed attaccato al Palazzo Commendale, vi è la suddetta Chiesa Madre sotto il titolo di S. Giovanni Battista e S. Marco che viene visitata dal suddetto Vescovo, nella quale vi sono otto altari, uno de quali è l’altare maggiore fatto di stucco alla moda, dietro di esso vi è il coro, dove li sacerdoti cantano ed assistono alle sacre funzioni, sopra di questo Coro evvi un bello organo e li capi di questa Chiesa sono l’Arciprete ed il Cantore.
Ben provvista di sacri arredi e suppellettili, con calici di argento ed altri di ottone, due coppe e patene d’argento indorate, vi è una statua del glorioso Martire S. Innocenzo a mezzo busto d’argento, la di cui festività essendo Protettore di questa Terra con grande pompa si solennizza a 22 di settembre di ciascun anno e vi è concorso di numeroso Popolo, [...], ed in questa Chiesa vi sono quattro lampade d’argento, due campane oltre di quella dell’orologio della Terra attaccato a questa chiesa poste di Settentrione, [...]“.
La sua struttura ha subito, com’è facile intuire, vari rimaneggiamenti e ampliamenti soprattutto nell’ottocento, oggi si presenta con una pianta a croce latina, con tre ampie navate, inoltre vi è una grande cupola che sovrasta l’altare maggiore. Possiamo segnalare il bell’organo del ’700 perfettamente funzionate che fa mostra di se sopra l’altare maggiore e il coro ligneo situato sotto di esso.
Linkografia
http://www.basilicata.cc/paesi_taddeo/t_711/p_monum/711_02.htm
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